
Oggi ho avuto una discussione con una mia amica. Lei è una di quelle persone brave a giudicare e insegnare come si sta al mondo. Una di quelle ragazze che ti guarano dall'alto al basso. Lei è una di quelle che parlano, insegnano.. La loro teoria è ottima, ma la pratica lascia desiderare.
Sta riversando l'odio e la rabbia della sua rottura col moroso sul mondo. Sputa il suo veleno sugli altri. Giudica gli amici in base all'apparenza, perchè lei si ferma sull'apparenza. Non è mai andata fino in fondo alle cose, ha sempre preferito rimanere in superficie perchè forse a scavare troppo in fondo si scoprono i lati migliori delle persone. E lei questi "lati migliori" non li vuole sapere; in fondo, se ci fossere davvero lati migliori, chi prenderebbe di mira?
Però io credo non sia giusto..
"Credo non sia giusto giudicare la vita deglia altri, perchè non puoi saperne proprio niente della vita degli altri"
Anche se in fondo in fondo credo che a forza di stare a guardare le vita degli altri e a giudicarla un po' cresce la rabbia, come l'invida. Cresce pian piano, come l'erbaccia del nostro giardino. La togliamo, la strappiamo, ma con se dobbiamo portarci via anche le radici, altrimenti tornerà ancora a crescere sempre più forte e robusta. Credo anche che se perdi il tuo equilibrio la colpa non è di chi ti circonda, ma tua perchè non sai mantenere l'equilibrio.
Io ero una di quelle.. Adesso ho imparato a stare in equilibrio come ho imparato a saltare senza materasso sotto. Ma sono convinta al 100% che nessuno abbia coraggio di fare grandi passi senza sapere che qualcuno gli stia tenendo la mano. Credo che alla fine siamo tutti sotto lo stesso cielo, senza distinzioni, tutti sotto lo stesso sole e le stesse stelle.
Credo, credo, credo. Credo come faceva Ivan in "Radiofreccia", credo come l'Auri di adesso.
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