mercoledì 7 novembre 2007


Oggi ho avuto una discussione con una mia amica. Lei è una di quelle persone brave a giudicare e insegnare come si sta al mondo. Una di quelle ragazze che ti guarano dall'alto al basso. Lei è una di quelle che parlano, insegnano.. La loro teoria è ottima, ma la pratica lascia desiderare.
Sta riversando l'odio e la rabbia della sua rottura col moroso sul mondo. Sputa il suo veleno sugli altri. Giudica gli amici in base all'apparenza, perchè lei si ferma sull'apparenza. Non è mai andata fino in fondo alle cose, ha sempre preferito rimanere in superficie perchè forse a scavare troppo in fondo si scoprono i lati migliori delle persone. E lei questi "lati migliori" non li vuole sapere; in fondo, se ci fossere davvero lati migliori, chi prenderebbe di mira?
Però io credo non sia giusto..

"Credo non sia giusto giudicare la vita deglia altri, perchè non puoi saperne proprio niente della vita degli altri"

Anche se in fondo in fondo credo che a forza di stare a guardare le vita degli altri e a giudicarla un po' cresce la rabbia, come l'invida. Cresce pian piano, come l'erbaccia del nostro giardino. La togliamo, la strappiamo, ma con se dobbiamo portarci via anche le radici, altrimenti tornerà ancora a crescere sempre più forte e robusta. Credo anche che se perdi il tuo equilibrio la colpa non è di chi ti circonda, ma tua perchè non sai mantenere l'equilibrio.
Io ero una di quelle.. Adesso ho imparato a stare in equilibrio come ho imparato a saltare senza materasso sotto. Ma sono convinta al 100% che nessuno abbia coraggio di fare grandi passi senza sapere che qualcuno gli stia tenendo la mano. Credo che alla fine siamo tutti sotto lo stesso cielo, senza distinzioni, tutti sotto lo stesso sole e le stesse stelle.
Credo, credo, credo. Credo come faceva Ivan in "Radiofreccia", credo come l'Auri di adesso.

martedì 6 novembre 2007

SABBIE MOBILI

Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
S'è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s'è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare.




LINK
LENTAMENTE MUORE (di P.Neruda)
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.


LINK